Notizia de "Il Quotidiano della Calabria" del 20/11/2008
Disservizi all’ufficio postale “Codici” avvia una petizione
TORRE DI RUGGIERO - Una petizione popolare per chiedere un servizio postale efficiente e rispondente alle esigenze dei cittadini sopratutto di coloro che risiedono dei piccoli paesi montani. È quanto ha avviato Codici, all’indomani delle segnalazioni dei cittadini di Torre di Ruggiero che hanno denunciato le inefficienze dell'ufficio postale causate dalla disorganizzazione di Poste Italiane SpA. «Il pessimo funzionamento dell'unico ufficio postale di questo piccolo
paese collinare dove, i servizi vengono erogati da un solo sportello - si legge in una nota di Codici - rende molto discutibile la gestione complessiva provocando agli utenti, ormai da tempo, lunghe ed estenuanti attese anche solo per il pagamento di una semplice bolletta». Del resto gli abitanti di questo paese trovano nello sportello postale uno dei pochi servizi pubblici di cui possono beneficiare, «non solo per le abituali operazioni postali ma, in special modo per la riscossione delle pensioni e per i depositi di risparmio, ma spesso per motivi tecnici codesto ufficio - scrive Codici - non garantisce agli utenti nemmeno i servizi indispensabili». «Le Poste - si legge ancora nella nota - rappresentano per i territori montani risposte e servizi essenziali sia ai bisogni di una popolazione che ha maggior difficoltà a spostarsi, sia alle imprese che operano in questi territori fortemente disagiati. La tutela e il rispetto dei cittadini e la valorizzazione dell'economia montana - dichiara Marcella Rosetta, segretaria regionale di Codici - vanno perseguite con una politica che sappia coniugare i parametri «aziendali» di gestione delle Poste con la necessità di garantire i servizi essenziali degli Uffici postali». L'associazione Codici, del resto, ha espresso a più riprese il disagio per la politica adottata, fin ora, richiedendo un servizio migliore e di qualità per offrire agli utenti-cittadini dei servizi consoni alle loro legittime aspettative. «Le Poste sono un servizio alla collettività, quindi un servizio pubblico» conclude Ivano Giacomelli, segretario nazionale di Codici chiedendo quali iniziative urgenti l'azienda intenda adottare per evitare «che questi “disser - "vizi” interferiscano gravemente con la qualità di vita dei cittadini che risiedono nei comuni montani della provincia di Catanzaro»
paese collinare dove, i servizi vengono erogati da un solo sportello - si legge in una nota di Codici - rende molto discutibile la gestione complessiva provocando agli utenti, ormai da tempo, lunghe ed estenuanti attese anche solo per il pagamento di una semplice bolletta». Del resto gli abitanti di questo paese trovano nello sportello postale uno dei pochi servizi pubblici di cui possono beneficiare, «non solo per le abituali operazioni postali ma, in special modo per la riscossione delle pensioni e per i depositi di risparmio, ma spesso per motivi tecnici codesto ufficio - scrive Codici - non garantisce agli utenti nemmeno i servizi indispensabili». «Le Poste - si legge ancora nella nota - rappresentano per i territori montani risposte e servizi essenziali sia ai bisogni di una popolazione che ha maggior difficoltà a spostarsi, sia alle imprese che operano in questi territori fortemente disagiati. La tutela e il rispetto dei cittadini e la valorizzazione dell'economia montana - dichiara Marcella Rosetta, segretaria regionale di Codici - vanno perseguite con una politica che sappia coniugare i parametri «aziendali» di gestione delle Poste con la necessità di garantire i servizi essenziali degli Uffici postali». L'associazione Codici, del resto, ha espresso a più riprese il disagio per la politica adottata, fin ora, richiedendo un servizio migliore e di qualità per offrire agli utenti-cittadini dei servizi consoni alle loro legittime aspettative. «Le Poste sono un servizio alla collettività, quindi un servizio pubblico» conclude Ivano Giacomelli, segretario nazionale di Codici chiedendo quali iniziative urgenti l'azienda intenda adottare per evitare «che questi “disser - "vizi” interferiscano gravemente con la qualità di vita dei cittadini che risiedono nei comuni montani della provincia di Catanzaro»

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