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venerdì 5 giugno 2009

Penultima sessione di comizi elettorali a Novalba


05/06/2009 - Novalba - E' iniziata intorno alle 18:30 l'ultimo match tra le 5 liste che animano il dibattito politico a Cardinale. Più che un dibattito sui contenuti, come al solito nella politica italiana, spesso il tema della discussione veniva dirottato sul "Caro pinco Pallino...". E sproloqui, sproloqui sull'insensatezza del nulla. Ma non è un vizio solo di Cardinale, dei suoi politici o di questa campagna elettorale, figuriamoci, è tutta gente rispettabile e degna di stima. E' però quell'atteggiamento dei grandi riflessi nei piccoli, della politica locale pantomima, alcune volte allegorica, della politica nazionale, in perfetto made in Italy. I soliti scontri verbali, quindi, che non fanno bene a chi li fa, a chi li sente e ai paesi in cui vengono fatti, perchè i primi sanno andare benissimo al di la delle dibattito politico(o ecolalia, termine che amo), i secondi cadono nel baratro del "tantu cu vincia vincia si fannu sempa i cazzi sua", e il terzo rimane immobile, senza nessun segno di adornamento. Un trittico in potenza omogeneo, ma che in atto si traduce isolamento.
Il dramma epocale poi si raggiunge quando si leggono tante fresche date di nascita: che bello, una persona pensa, finalmente uan ventata di freschezza, di dibattiti e di pensieri non dissonanti per delle giovani orecchie come le mie. Invece, in alcuni casi s'intende, quello che si vede è il terribile eterno ritorno del logos. Ma come, i GIOVANI, tanto osannati dalla politica in ogni angolo del belpaese:"I giovani sono una risorsa per il nostro paese, sono il motore del cambiamento politico e della nascita delle nuove idee" e ancora "largo ai giovani, volano di sviluppo". Certo, niente di più vero, se solo però non si estremizzasse questo discorso fino a renderlo materia comune e farlo cadere nella degenerazione. I giovani al contrario devono essere i D'Annunzio della letteratura italiana, i Marinetti, Boccioni e Balla della pittura e del futurismo. E per fare questo, come i futuristi e D'Annunzio, devono avere il palco, tutto il palco, per gesticolare, arrabbiarsi, dibattere insieme e infine far partorire le idee (maieutica, nel nome di Socrate andiamo in pace) per il vivere bene. E per far questo non c'è bisogno di svuotare e riempire il vuoto con vuoti discorsi, basta solo pensare come meglio fare e FARLO. Poi ci sono i giovani, quelli cool (come dicono gli americani), i seguaci di Boccioni e Marinetti, per intenderci, ma quelli non hanno tempo di aspettare il logos dell'agorà del nostro secolo.

martedì 16 dicembre 2008

breve resoconto di politica locale

Cari lettori e care lettrici,
come ben sapete tra qualche mese, giugno 2009, andremo alle urne per eleggere il nuovo primo cittadino. La scelta si preannuncia importante perché comunque vadano le cose da queste elezioni avremo un sindaco nuovo, visto e considerato che Brunello Nisticò, giunto al secondo e ultimo mandato, non potrà più ripresentare la propria compagine. Le notizie cominciano a circolare e le compagini cominciano a prendere forma con vecchi e nuovi nomi a farla da padrona. La scelta che comunque saremo chiamati a dare sarà una scelta forte, decisa e speriamo azzeccata perché il nostro paese ne ha bisogno, perché adesso non possiamo più sbagliare e perdere ulteriori treni, preziosi per lo sviluppo della nostra comunità.
Il tam tam politico, per il momento, oscilla tra il progetto di Domenico De Fazio il quale proprio in questi giorni nella riunione per il nascente partito socialista a Cardinale ha "ufficializzato" la propria candidatura e Bruno Cirillo a capo del movimento politico - sociale "La Svolta". Entrambi i candidati, durante i momenti di dibattito (per la precisione non si è parlato solo di politica locale o delle elezioni, ma entrambi hanno discusso principalmente di temi sociali di Cardinale e non solo) tanti sono state le persone accorse per ascoltare e partecipare alla discussione. Un elemento che non può che fare piacere, visto e considerato il generale allontanamento dalla politica (vedi recentissime elezioni regionali in Abruzzo) e un distacco dell'opinione pubblica dai temi principali della gestione del nostro paese.
Giuseppe Palaia